
Poesie tratte dalla raccolta "Nel luogo dove niente è..." ; Torino, maggio 2005, ass.cult. Penna d'Autore.
QUALCOSA D’IMPORTANTE
Saranno ancora delle parole-chenonciappartengono-
perchè siamo stati recisi,
strappati e gettati via-
che ci feriranno
ogni volta abbracceranno
i nostri corpi- stringendo
più forte i nostri cuori-
sanguineranno
Saranno ancora parole
che non si stancheranno
mai di farci del male...
Verranno giorni freddi-
in cui dimenticheremo
che senso aveva "volersi bene"
(ma sarò soltanto io
a piangere...)- Non resterà
niente di ciò che era
niente!
Sarà facile unire linee
tracciate a caso
su di un foglio azzurro...- Ma
ci sfuggirà qualcosa
d’importante!
FANTASMI
Fantasmi bianchi si muovono
lungo i corridoi
della mente...
Sono i miei pensieri- che vagano
senza una meta-
affiorando
dal passato-
E mi costringono
ad accendere la luce
per farli svanire...
bianco nel bianco
DOVE IL CORPO RIPOSA
Scorre lento come sangue
su di un foglio
forma immagini e parole
Nessuno, tranne me
Io soltanto
Nessuno, tranne me
In un cielo sbagliato e nero
scrivendo storie perse
dove anime si agitano
tra milioni di anime
Conosci quelle pietre scintillanti sotto un sole morto?
(Una lapide
col mio nome
inciso)
Nessuno conosce il luogo
dove il mio corpo riposa, nessuno...
Nessuno, tranne me
Io, soltanto io
Sì, nessuno tranne me
E nessuno tranne il mio peccato
In un mare sconosciuto e lontano-
fatto del nero sangue delle illusioni-
la tua voce si perde
tra milioni di voci strazianti
INVULNERABILE CREATURA
Un ammasso di spazzatura...
Libri e diari stracciati...
Occhi e bocche...
Mani e piedi...
Contro la parete bianca- stringevi
il mio corpo bianco. Smarrire la coscienza-
ed annullare ogni pensiero nascente.
Sete e polvere...
Braccia e gambe...
Rifiuti e consensi...
Gioia e dolore...
Parole e baci...
Contro l’ostinazione del mondo- eravamo
invulnerabili creature. Ritrovare la grinta
ed opporsi ad ogni ingiustizia compiuta.
Troppi sorrisi mancati
e le parole si persero
in freddi mattini
col sole nascosto
da maschere di nebbia
Preghiere davanti
ad un altare coperto
di cenere e lacrime
Ed un viso angelico
che innervosiva...
Mani strette troppe volte
e pagine scritte al buio
Ogni volta vorrei
nascere di nuovo... e morire
per mano tua- come se questo
fosse uno sfogo costruttivo...
Le giornate perse
a salire e scendere gradini
senza giungere mai a niente...
"Cosa mancava?"- Era ingenuo
chiedere a te che rimanevi
nascosto- ed io pregavo
di poter capire
e udire le parole non dette
mani nelle mani
bocca sulla bocca
capelli aggrovigliati
cuore contro cuore...
Ogni volta vorrei
nascere qui... e restare
lontana dai freddi mattini-
trovare solo il caldo
e poter scrivere alla luce
Ogni volta vorrei
nascere ancora... ed incontrarti
cosicchè tu mi ferisca- o se preferisci-
che tu mi uccida
con le tue mani...- le stesse mani
che stringevano le mie
nei freddi mattini
adesso velati di nostalgia... A SETTEMBRE (che più non tornò...)
Soffiò il vento- come su candele
...e rimase l’odore e la cera
dalle strane ed originali forme
fantasiose immagini nei miei pensieri...
I suoni e la freddezza delle ore-
che passano attraverso il mio corpo-
non lasciano più segni...
(Hai udito le mie grida gelide che costeggiavano la tua vita?)
A Settembre,-
soffiò un vento improvviso
...e smarrii la via
Non furono più certezze quelle che da allora incontrai
in ogni gesto riconobbi l’abbraccio
...come a cingere il vento.
LUNGOMETRAGGIO AD OLIO
Piove...
ma non sono triste
il quadro rimane immutato
e continua a scorrere
il nastro
-le scene si nutrono
delle quotidiane abitudini-
che ripetono il tormento
nell’infinito
blu cobalto
dei miei pensieri
subdoli e spietati
in un abbraccio
sottile
-dove inverto i ruoli
delle parti assegnateci-
REQUIEM
L’odore dell’asfalto bagnato.
L’odore dell’asfalto riscaldato
-dal sole-
L’odore dell’erba appena tagliata
"I fiori che porti tra le tue mani
...sanno di esser morti?"
Le lacrime versate sul cuscino .
Le lacrime versate su di una spalla
-amica-
Le lacrime che bagnano le rose
"Le parole che hai pronunciato
...sanno di aver ucciso qualcuno?"
La voce s’incrina, si spezza, muore
"Tu che sai tutto di me, da sempre,
...sai di avermi uccisa?"
Lo stesso paesaggio di un tempo
Lo stesso pensiero, lo stesso
-sogno-
Restano le ombre, per un po’, poi
svaniscono
"Sono morta un tempo e adesso
...non sono in grado di rinascere!"-
Nel tuo splendido nome...
Nel tuo bellissimo sogno...
Ode alla Vita!
Ode all’amore!
"Perchè il vento non trascina via
i miei tristi pensieri...?"
LA COSTANTE
Le mie sicurezze lentamente
mi stanno abbandonando
ed inizio a provare un po’ di paura
Che importanza può avere resistere?
Le persone che entrano ed escono
dalla mia vita
lo fanno ad una velocità impressionante
Possibile che tu avessi ragione...?!
"Solo noi possiamo essere
la Costante di noi stessi"
Verità santa- pietra che non si scalfisce
Realtà incriticabile- sole che resta in cielo
Le mie mani... se le apro adesso...
non stringono niente?!-
Non stringono che aria fredda?
Mio cuore che giudichi inutile
l’appellarsi alla misericordia di Dio
Mio Cuore ingannato che inganna
Mio Cuore stanco di credere- E
Mio Cuore che comunque resisti...-
Chi c’è laggiù, oltre quei filari
d’alberi spogli...?
A volte bussano di notte
sulle tue palpebre chiuse-
ma solo i primi tempi
quando ti manca l’abitudine
di un saluto- come rituale giornaliero-
di un sorriso, di un gesto...
A volte bisbigliano nel sonno
e tu ti svegli
di soprassalto- quasi grideresti-
ma solo i primi tempi
quando ti sembra di non farcela
a vivere- come un obbligo
di dover esistere...
A volte mordono i tuoi sogni
si nutrono del tuo mondo onirico-
ma solo i primi tempi
quando hanno timore di perdersi
restando soli in un angolo
A volte li senti chiamare
e vorresti rispondergli-
ma solo i primi tempi
quando li compiangi ancora
perchè la ferita è ancora aperta
A volte riescono a svanire
ma solo per un po’...- A volte rimangono
dentro di te per sempre
senza riuscire mai
a morire completamente
E continuano a bussare
sulle tue palpebre- poi sfiorano
le guance e le labbra...
STANZE VUOTE
Il gridare
sommesso
del cuore-
al riparo dalla sporcizia del Mondo
Fa trasalire- la voce che sento
dentro le stanze vuote
della mente...-
Non voglio ricordare!
Grida il cuore- contro il tempo,
contro gli anni,
contro le parole, le parole
appese alle pareti che vorrei
DISTRUGGERE
Il gridare
sommesso
del cuore
In Inverno- Tu riscaldami!
Non farmi tornare indietro-
non farmi tornare là...
La neve copre i passi-
copre ogni cosa...
INCIAMPANDO
Inciampando nel sole
di un mattino
dalla faccia assente
sotto la pioggia
delle foglie morte
cadute da alberi-
che sorridono
ingenui e-
che non sanno ancora
quanto violente poi
sono le menzogne
Riscoprivo la vita,
l’essenza di tutto.
Inventavo un futuro
ma fuori dal tempo
consumato
attorno ad un tavolo
d’ incomprensioni
Di pietre dure
di fortezze
di idee grandi e immutabili
Là, sotto il sole
che incendia l’asfalto
(che aveva coperto il cuore...)
Inciampando... Riscoprivo la Vita!
Inciampando nel sole...
Riscoprivo la Vita!
DISTORSIONE TEMPORALE
Al di là del Sogno
Al di là dello Specchio
"Che fine ha fatto l’eroe che seguivi?"
Il suo nero volto- come inchiostro
di china- gettato dentro ai tuoi occhi-
si è dissolto...
Distorsioni Temporali
So di non essere migliore, Io- delle ortiche
che a mani nude strappo
E non provo il benchè minimofastidio-
il prurito lo sopporto-E non è peggiore
dei suoni odiosi
delle sirene delle fabbriche
in aperta campagna...!
"Che fine hanno fatto gli eroi?"
Le mie mani stanche di allungarsi
e di bramare la Signora Felicità-
dal volto utopico e sorridente
(perfettamente a suo agio sotto la suola delle scarpe!)
"Che fine ha fatto l’impavido Cavaliere?"
I fantasmi ansimano dentro
ad un locale denso di fumo
...Parlami ancora, ancora!-
La Dama Bianca ti ascolterà
stanotte, prima di fuggire di nuovo
nell’oscurità dei suoi giorni fatti di labirinti-
ricordi, rinunce, e voci familiari
Distorsione Spazio-Temporale
Che tempo farà fuori?- Il caldo incendierà
l’asfalto delle strade
...o la neve lo soffocherà?
Io ti ascolto, Anima Sola,
torna a ritroso nella tua vita...
Cosa bramavi mai?- Credimi, Io
non sono peggiore di ogni tuo sbaglio
Credimi, non sono peggiore
di ogni tua rinuncia. E non ho
colpa. Non ho nessuna colpa
se al centro del cuore
adesso si è creato un bivio- E non so
dove andare. Non so più dove andare.
"Che fine ha fatto l’eroe che seguivi?"
Lei ha preparato le sue cose. Tu,
non sei la realtà- E non è
reale questo mondo distorto
al rovescio di tutto. Lei sogna-
Sogna la sua città lontana.
Io ti ascolto, Anima Sola,
torna al di qua
dello Specchio
"Che fine ha fatto? E’ forse morto
in battaglia...?! O ha disertato...?!"-
No, non lui!- ribatti a muso duro.
Le mie gambe stanche di andare
cercando sempre qualcosa di migliore
Mentre i fantasmi -tra la nebbia-
intonano canti. E tu appoggiato
alla nera parete di cartapesta.
Io ti parlo,
tu guardi altrove.
Mi ascolti con gli occhi abbassati- Io,
resto in questa Distorsione Temporale...
PIOGGIA FINE
Quando verrà la pioggia fine-
quella che cade negli occhi
e riesce ad attraversare l’anima-
io sarò già lontana
dai tuoi giorni inutili
e sempre uguali tra loro
Quando la pioggia entrerà-
nelle mani, nei piedi, nella testa
e purificherà l’anima -senza bussare-
io sarò già altrove...
Via, lontano, dalle tue braccia
inutili come sciocche paranoie
quotidiane- servite al tavolo
di un misero banchetto
E la pioggia- quella così fine
da percepirla appena- dolce carezza
che ti sfiora la pelle- sarà
figlia delle luci riflesse
dentro ai miei occhi.
La pioggia che cade
sulle foglie morte, nel mio giardino-
angolo di paradiso sconsacrato-
ha un suono così dolce
un ritmo sempre uguale
che sembra ripetersi all’infinito
(...E che fa impazzire!)
I miei nuovi giorni scavati nel marmo
sono scanditi dalle gocce della pioggia
di un mondo lontano -troppo- lontano da te.
Dentro al nero delle pagine-
cercando di distinguere le parole
bianche di luce a mezzogiorno-
con un tuffo per ritrovare tutte
le immagini archiviate da anni. Poi,
risalire un po’, riprendere fiato,
immergermi di nuovo...
Pensando ad un colore che sia perfetto,
immaginando un colore che sia perfetto...
Sublime riguardo per un ricordo amato-
lontano da ogni dove e quando-
dentro il libro che tengo stretto
scritto in giorni di spensieratezza
(erano lievi i dolori e dolci i sogni di bambini innocenti!)
Hai trascorso tutto il tuo tempo
senza soffermarti mai
tra le righe dei nostri discorsi...
Hai passato ogni tua notte
a dimenticare i nostri sorrisi...
Hai venduto al miglior offerente
tutti i nostri progetti...- "Ma perchè?!
Non erano stagioni inutili! Era solo
pioggia primaverile sulla pelle ancora giovane."
Luci forti e distorte ti attraevano. Le mie braccia
non abbastanza grandi per un abbraccio
che trattenesse il tuo colore perfetto!
CHIUSO PER INVENTARIO
Sul nastro registrato con vecchie parole
oggi ho inciso a fondo nuove cose...
La mancanza era solo un pretesto
per poter tornare su vecchi concetti
basati sull’archiviare grandi emozioni.
(Non ho esitato neanche un momento
e le dita mai state così decise!)
Mentivo nel dire di voler ricordare
tutti i tristi suoni di mezzogiorni
squarciati dall’avanzamento inevitabile
delle nostre incontrollate azioni future.
Mi crogiolavo nel ricordo dei sorrisi
e mi bendavo per negare l’evidenza.
Ho scritto sui muri di un bagno pubblico
tutte le mie più intime confessioni
e tutti i miei più reconditi pensieri-
Liberi nell’aria come piume son volati via
verso il cielo, verso giorni migliori.
Dopo l’inventario di fine anno
e il consueto appuntamento per la discussione
del rinnovo dei soliti buoni propositi...
Ho imbiancato le pareti
di una casa immaginaria
mentre un giradischi gracchiava
e le stanze non avevano soffitti
perchè io amo guardare il cielo
soprattutto nelle notti stellate.
(A Pamela)
L’equilibrio più volte cercato
nella vita con gli altri
adesso è sospeso sopra noi
E la pioggia accarezza
i miei capelli e l’asfalto
Fronde di alberi come mani
unite in preghiera
rivolte al chiarore lunare
Fertili pensieri lungo i parametri
di reminiscenze di sguardi antichi
fatti di sorrisi celati
dietro la nebbia della sera.
L’armonia tanto sognata
in una vita da condividere
con altre esistenze lontane
ora galleggia sopra noi.
Nubi fragili coprono la luna
di tanto in tanto, passando,
poi si sgretolano nell’oscurità.
IL SENSO
Sassi lanciati contro vetri-
si frantumano le facce
che fingono innocenza.
Ho preservato il mio sorriso
molto accuratamente
nascondendolo sotto
manciate di terra arida-
al riparo da occhi
che graffiano il mio corpo.
Ho speso troppe notti
a confidarmi con le pareti
di quella fottutissima stanza.
Qui non esiste pietà-
tra ruvidi sguardi
e numeri affissi al muro.
Spiegami ogni cosa,
che non comprendo ancora,
con parole semplici-
le più semplici che conosci.
Spiegami perchè ho le braccia
legate dietro la schiena
e loro continuano
a darmi calci in faccia!
Spiegami il senso
di tutta questa farsa
E il senso di tutti quei numeri
che inevitabilmente ci condizionano...
Che senso può mai avere un calendario
con dei giorni segnati in rosso?
Qui niente ha importanza-
ogni cosa perde il proprio valore.
Sono soltanto un nome su di un registro...
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